ATTACCO DI PANICO
L'Attacco di Panico consiste in una crisi d’ansia acuta, improvvisa, che esplode rapidamente, dura pochi minuti e che ha sintomi sia fisici che psicologici.
Il panico è fondamentalmente diverso dalla semplice paura, soprattutto perché è caratterizzato da importanti difficoltà respiratorie.
I SINTOMI DELL' ATTACCO DI PANICO
Tra i sintomi fisici possiamo trovare palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto (tanto che molto spesso viene scambiato per un infarto), brividi o vampate di calore, nausea o disturbi addominali, sensazione di sbandamento o instabilità, vertigini.
Tra i sintomi psicologici troviamo una perdita di sicurezza, la sensazione di essere staccati dalla realtà e da se stessi (il soggetto si sente confuso e disorientato), la sensazione di essere paralizzati, la paura di perdere il controllo e di impazzire, oppure la paura di morire.
Recentemente è stato scoperto che nei soggetti che hanno attacchi di panico i sistemi di base (respirazione, equilibrio, sistema cardiovascolare) funzionano peggio rispetto agli individui che non li hanno mai avuti. La differenza sta soprattutto nella maggiore instabilità e rigidità di tutti questi sistemi, per cui particolari stimoli possono farli saltare con più facilità.
A livello fisiologico è stato scoperto poi che in questi soggetti c’è un aumento nel cervello del volume del tronco encefalico, che è la struttura deputata al controllo dei sistemi di base dell’individuo.
L' ATTACCO DI PANICO E' UNA MALATTIA?
L’attacco di panico non è una malattia. Esso colpisce l’11% della popolazione, ma coloro che sviluppano realmente il disturbo sono molti di meno. La differenza la fa sostanzialmente il contesto ambientale e la struttura della personalità dell’individuo.
A livello psicologico uno studio ha dimostrato che l’intelligenza emotiva è simile a quella dei soggetti che non hanno a.d.p. ma c’è un problema nella comprensione emotiva, cioè nella capacità di dare un senso alle proprie emozioni.
Un altro problema psicologico importante dei soggetti con attacchi di panico è che perdono la loro autonomia e indipendenza. Successivamente al primo attacco, infatti, spesso sviluppano una cosiddetta ansia anticipatoria ossia l’ansia o paura di essere colpiti da una altro attacco, che a sua volta aumenta la probabilità che si verifichi, innescando un circolo vizioso: sono costretti a limitare o eliminare certi comportamenti come uscire di casa da soli, frequentare luoghi affollati, andare a fare la spesa etc.
Spesso c’è un errore di base nell’interpretazione della realtà, ed è proprio per questo che è importante capire in quali specifiche condizioni e circostanze si verifica l’attacco o da quali precisi stimoli è provocato, in quanto è possibile fare dei collegamenti che il paziente non è in grado di fare o a cui non ha mai pensato, e che possono ricondurre al processo psicologico che innesca l’attacco.
Il trattamento è spesso basato sul sostegno psicologico e psicoterapia, sull’uso di psicofarmaci, sull’uso di tecniche di rilassamento e di respirazione.
LA DIAGNOSI DEGLI ATTACCHI DI PANICO
Criteri dell’ICD-10
- Almeno 4 attacchi di panico in 4 settimane.
- Esclude la diagnosi di Disturbo di Panico se gli attacchi di panico sono dovuti a Schizofrenia o ad un disturbo dell’umore.
La caratteristica essenziale del Disturbo di Panico è costituita da ricorrenti attacchi di ansia intensa o panico che non è legata a particolari situazioni e, per tale ragione, imprevedibile. I sintomi dominanti includono improvvisi episodi di palpitazioni, dolori al petto, sensazioni di soffocamento e sensazioni di irrealtà (depersonalizzazione o derealizzazione). Spesso è presente anche la paura di morire, di perdere il controllo e di impazzire.
Criteri DEL DSM-IV-TR.
Secondo il DSM-IV-TR, l’attacco di panico è caratterizzato da un periodo limitato di intensa paura o disagio, durante il quale almeno quattro dei seguenti 13 sintomi si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco di massima intensità nell’arco di circa 10 minuti:
1) Palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia.
2) Sudorazione.
3) Tremori fini o a grandi scosse.
4) Dispnea o sensazione di soffocamento.
5) Sensazione di asfissia.
6) Dolore o fastidio al petto.
7) Nausea o disturbi addominali.
8) Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.
9) Derealizzazione (sensazione di essere staccati dalla realtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi).
10) Paura di perdere il controllo o di impazzire.
11) Paura di morire.
12) Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).
13) Brividi o vampate di calore.
Solitamente l'attacco ha un inizio improvviso che raggiunge rapidamente il suo massimo, di solito nell’arco di 10 minuti, ed è spesso accompagnato da un senso di pericolo, di catastrofe, di morte imminente, di perdita del controllo, di impazzire o di avere un infarto cardiaco o un ictus.
ATTACCO DI PANICO: I TIPI
Secondo Il DSM-IV inoltre vi sarebbero tre tipi di attacchi di panico:
- attacchi di panico inaspettati nei quali l'esordio non è consapevolmente associato con un fattore scatenante situazionale, ossia si manifesta spontaneamente, a ciel sereno. La diagnosi di Disturbo di Panico richiede che almeno alcuni degli attacchi di panico siano di questo tipo.
- attacchi di panico provocati dalla situazione (provocati), nei quali l'attacco quasi invariabilmente si manifesta durante l'esposizione o nell'attesa del fattore scatenante situazionale; tali attacchi sono più tipici della Fobia Sociale e delle Fobie Specifiche.
- attacchi di panico sensibili alla situazione, che hanno più probabilità di manifestarsi in seguito all'esposizione al fattore situazionale scatenate, ma non sono invariabilmente associati con esso (cioè possono anche non verificarsi in quella situazione). Per la diagnosi è richiesto il manifestarsi di attacchi inaspettati. Sono presenti sia nel Disturbo di Panico che nella Fobia Sociale e nelle Fobie Specifiche.
Teniamo a specificare che tutte le tipologie di attacco di panico descritte dal DSM-IV-TR, compreso l’attacco di panico “inaspettato”, ed anche il criterio proposto dall’ICD-10, sono sempre da considerare come episodi provocati sempre inevitabilmente da uno o più fattori scatenanti, dei quali l’individuo può essere più o meno consapevole. Spesso infatti il lavoro dello psicologo in questo tipo di problematica, consiste proprio nel fornire al paziente il supporto necessario alla presa di coscienza di tali fattori scatenanti al fine di imparare a gestirli autonomamente.
ATTACCHI PAUCISINTOMATICI E ATTACCHI DI PANICO
Gli attacchi Paucisintomatici, sono attacchi identici agli Attacchi di Panico tranne per il fatto che l'ansia improvvisa è accompagnata da meno di 4 dei 13 sintomi richiesti dal DSM-IV per la diagnosi di attacchi di panico, o anche altri sintomi particolarmente imbarazzanti o inabilitanti come la minzione involontaria, malori di vario genere, svenimenti, ecc.
Teniamo a sottolineare che accanto alla distinzione tra attacco di panico e attacco paucisintomatico così come proposta dal DSM-IV e dall’ICD-10, è buona regola tener conto anche dell’intensità dei sintomi su elencati; non sono rari i casi in cui gli individui riferiscono meno dei 4 sintomi necessari per la diagnosi di attacco di panico ma di un’intensità tale da creare uno stato di disagio del tutto equiparabile a quello prodotto da un attacco di panico “vero e proprio”. Nella valutazione di questa categoria di disturbi dunque è bene considerare non solo il numero dei sintomi riferiti, ma anche la loro intensità ed il grado di compromissione che sono in grado di determinare nella vita sociale, affettivo-relazionale, lavorativa e creativa dell’individuo. A queste compromissioni inoltre bisogna aggiungere tutta quella serie di disturbi psicosomatici che spesso accompagnano gli stati ansiosi intensi e prolungati (disturbi gastro-intestinali, cefalee, cardiocircolatori, ecc.) che, in alcuni casi, se protratti per un periodo di tempo prolungato (cronici) possono condurre anche a disturbi di una certa gravità.
Inoltre non smetteremo mai di sottolineare i danni secondari all’uso indiscriminato e spesso ingiustificato degli psicofarmaci.